Week-end a Waterloo

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Un professore cinquantenne, parlamentare europeo a Bruxelles, dove vive l’esistenza parassitaria dei politici che sono stati “ promossi” a un dorato esilio, è ossessionato dal ricordo di una ragazza conosciuta a Napoli. Non valgono a distrarlo né le estenuanti partite economiche per aggiudicarsi il business dell’Europa unita, nelle quali ciascuno pensa solo alle ripercussioni politiche nel proprio Paese, né i rapporti ancora vivi, ma intermittenti e precari, con la famiglia lontana. L’amore, ancora esitante e parziale in Italia, si intensifica quando la ragazza lo raggiunge in Belgio, a Waterloo, e diventa consapevole e pieno. Ma gli sviluppi drammatici della storia le imprimeranno un corso imprevedibile, a suggello di un destino che il titolo adombra e insieme suggerisce.             Questo nuovo romanzo di Schiraldi non evoca solo l’amore, tenero e struggente, di un uomo che esorcizza la paura di invecchiare attraverso lo slancio di una giovane che gli dona il proprio entusiasmo, ma lo colloca sullo sfondo di un’epoca che sembra dominata dalla confusione di  questa stagione in cui , “ si mescolano il caldo e il freddo, l’inverno e l’estate, la primavera e l’autunno mentre scopriamo che siamo vecchi e giovani allo stesso modo, nello stesso momento”.             Alternando i momenti intensi di un amore appassionato con la continuità di trame sordide, Schiraldi ha scritto un romanzo di coinvolgimento insolito. I diversi piani della vicenda si intersecano con una tagliente precisione, mettendo a nudo non solo le contraddizioni del nostro tempo, ma loro sotterranea convergenza: e il romanzo ci aiuta, con la sua asciutta efficacia, a capirla e a combatterla.  ( Dal risvolto di copertina )


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