Frammenti di stelle
Un uomo piccolo piccolo, un qualunque dirigente di una grande rete televisiva nazionale, una notte, quasi per caso, si trova a scoprire la chiave di accesso al “cervellone” che raccoglie i dati relativi agli indici di ascolto dei programmi della TV. Da quel momento scopre un insospettato potere, quello di poter premiare e bocciare, a suo piacimento, i programmi che di giorno in giorno passano sul teleschermo, e ricreare addirittura una diversa gerarchia di valori che riscatti trascurati meriti. Può decretare il successo di anonime trasmissioni con modestissimo seguito e far precipitare nella disperazione i big dei maggiori spettacoli di varietà, i consacrati eroi del sabato sera. E’ una “ tentazione” alla quale il nostro protagonista non sa sottrarsi, così, animato da inconfessati interessi, favorisce un suo amico, il grigio conduttore di Tondo come il mondo, un programma al limite del porno show, facendone una star e al tempo stesso condanna un altro programma condotto da una grande stella. Pagina dopo pagina, sui ritmo di una narrazione incalzante, che mette a nudo un mondo per certi versi intuito ma mai così brutalmente rappresentato, assistiamo ad una sorta di nevrosi collettiva di "“frammenti di stelle" coinvolti nello spasmodico tentativo di guadagnare in qualsiasi modo uno share più alto per non uscire dalla grande parata televisiva. Per sopravvivere comunque. Vittorio Schiraldi, in questa settima opera che, a buon diritto, può essere considerata il primo romanzo sulla televisione italiana, ha costruito una metafora sui limiti e le insidie del potere televisivo ma anche un autentico giallo che, superata la tentazione di cercare un’eventuale rispondenza tra personaggi veri e inventati, conduce il lettore a un esito clamorosamente a sorpresa. Dietro il quale, nelle pagine che raccontano l’ultimo colpo di scena del romanzo, sembra annidarsi un interrogativo inquietante destinato a restare nell’animo del lettore: e se realmente quei dati che creano e distruggono il consenso di un programma televisivo ma al tempo stesso determinano anche una serie di scelte culturali per il Paese, fossero realmente alterati da un potere occulto e lontano per riprodurre un modello di evoluzione col quale tutti saremmo condannati a coincidere? Se tutto ciò non fosse solo romanzo, se…. ( Dal risvolto di copertina )
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